mercoledì 10 dicembre 2014

PROSTITUZIONE E PORNOGRAFIA SECONDO RUSSELL

Secondo il filosofo Bertrand Russell la prostituzione é un ennesima forma di disprezzo per le donne.
Lui che andava al di là di un discorso morale e moralista
Aveva semplicemente centrato il problema : ovvero la vera natura della prostituzione.
Essa non é altro che espressione di tutte le ipocrisie sessuali della società ed insieme la dimostrazione che tale società non si é mai saputa liberare dai vincoli della inutile morale monogamica. Le prostitute esistono perché esiste la monogamia e questo senso di possesso nella coppia.
É infatti questo legame vincolante che lascia spazio all'esistenza della prostituzione. In assenza di questo legame gli uomini troverebbero donne libere con le quali fare liberamente sesso extraconiugale senza sentirlo come fosse adulterio. Semmai di adulterio potrebbe parlarsi soltanto in quei casi in cui l'altro partner viene preferito alla propria compagna.
Russell non giunge a concepire addirittura la poligamia e parla quindi di preferenza. In presenza di donne disponibili sessualmente la prostituzione scomparirebbe e non avrebbe più alcun senso di esistere.
La poligamia non é una cosa fuori dal mondo oltretutto : non possiamo nasconderci che esistono le coppie poliamorose nel nostro paese a confermare che la poligamia non solo é possibile, ma é una realtà.
Dopo aver letto cosa ne pensava Russell della prostituzione é facile intuire cosa ne penserebbe anche della pornografia : essa non é altro che l'espressione di una società avente enormi problemi relazionali tra i sessi. Una società sessualmente aperta nelle relazioni non avrebbe bisogno di queste sovrastrutture rappresentate di fatto da pornografia e prostituzione, le quali altro non sono che l' espressione di un  massimo svilimento dell'uomo e della donna e della loro vita sessuale.

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